Doveva essere una giornata normale come tante.
In macchina per andare a lavoro, all'altezza di Caselle sulla sopraelevata compare un cartello che blocca una corsia.
Io lo vedo; davanti a me pure però con grosso ritardo riescono a immettersi nell'unica carreggiata disponibile, dietro invece è troppo tardi.
Mi ritrovo con la macchina con una ruota in aria su un pilone di cemento ma dopo il secodno tamponamento, quello del tir, riesco ad uscire, nel caso fossero sopraggiunte altre macchine.
Tutto sommato sto benino, il tir comunque andava sparato ed ha urtato una macchina che stava dietro a me che mi aveva a sua volta già urtato.
La signora della macchina sta male, ha male alla schiena, gli stringo la mano finchè non arriva un'ambulanza .... i vigili invece sono arrivati molto rapidamente.
La signora viene caricata con il marito sull'ambulanza ed io sto sulla strada nell'attesa che vengano prese tutte le dichiarazioni.
Solo ora mi rendo conto della posizione in cui si trova la macchina ..... è passata l'adrenalina.
E mi rendo conto che sono stato comunque fortunato.
Non è la prima volta che accade ed in questi casi l'unico pensiero è rivolto all'idea che ci sia qualcuno non più in vita che possa agire sulle nostre esistenze e proteggerci in alcuni casi.
O forse in questi casi in cui ci si rende conto che il confine tra i due mondi è labile e molto sottile ed il ricordo di persone care, strappate alla terra ancora giovani e piene di vita affiora in modo sconvolgente.
5 anni ed ancora il tuo ricordo è vivo in me, avevi 28 anni quando la tua macchina finì in una traiettoria sbagliata.
Ciao Lia grazie per la protezione ....
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